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Un bacio ancora

É la sera di un giorno andato, anche questo, caldo, incerto.

Sento il fruscio dei suoi movimenti sotto le coperte, nell’altra stanza, mentre traffica con il telefonino.

Il respiro profondo di G. I. che dorme nel suo lettino.

Un colpo di tosse e il sonoro di un videogioco attraverso la porta chiusa.

A volte un cane abbaia per la strada e in cucina trionfa il ticchettio dell’orologio.

E io me ne sto qua a trastullarmi di fantasie e ricordi, senza distinguere questi o quelli.

Dev’essere però, ché sto sdraiata su questo divano …

G. I. aveva cinque giorni. Eravamo appena tornate a casa. E c’era così tanto sole.

Ero sdraiata su questo divano. Sonnecchiavamo.

Ma non c’era davvero silenzio, come adesso. E lui non ha aspettato che fossi sveglia per prendere con le sue, le mie labbra e tutta l’anima.

Un istante.

Un fatto vero.

Adesso abbiamo spento tutti, uno ad uno la luce.

Clic. Clac. Clocloc …

Rimane la notte, intorno.

Mein Salzburg

Succede all’improvviso.
È come un’ intermittenza.
E resto lì, a metà tra la mia vita com’è, e quell’altra, sfiorata, mai davvero vissuta.
Basta un nulla.
Un alito di vento e un fruscio di foglie, un rintocco di campane da lontano, il suono dei miei passi in una giornata più fredda, la pioggia e i tuoni, la voce di mia madre.
E non sono più qui. Sono altrove.
In un luogo intimamente familiare.
Una città dove ogni altra cosa avrebbe potuto succedere o potrebbe.
Ho ascoltato il suono del fiume, passeggiando all’ombra dei grandi castagni.
Ho mangiato una fetta di torta in un caffè artistico.
Ho preso lezioni di pianoforte e ho suonato Piazzolla su un palcoscenico importante.
Ho sentito il profumo delle spezie all’antico mercato dei fiori.
Ho curiosato a lungo nelle librerie.
Ho camminato nei boschi e sui prati.
Ho fatto l’altalena e gettato una monetina nella fontana del Pegaso.
Ho atteso a casa che finisse la pioggia, o che passasse la noia.
Ho trovato nella cassetta della posta la lettera di un caro amico.
Ho imparato ad andare in bicicletta.
Ho visto i contorni delle cose nella luce del crepuscolo.
Ho visto i campanili dall’alto.
Ho tanto a lungo dormito.
Ho preso l’ autobus e ho incontrato da giovane lo sguardo di un uomo.
Ho sfogliato i disegni di mia madre bambina.
Ho guardato a lungo dalla finestra.
Ho visto la neve cadere e il giardino gelare.
Ho sentito il platano frusciare, ma è stato abbattuto.
Da bambina, ho guardato le fiaccole bruciare durante la notte di Natale.
Ho visto una via antica.
Ho mangiato un pane nero.
Ho atteso alla stazione il mio futuro marito e ho camminato con lui sotto la pioggia di fine agosto.
E sembra tanto tempo fa.