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Pliabó!

Dopo colazione, G. I. (19 mesi da un po’) ed io riassettiamo qui e là.
Stendiamo i panni, spazziamo il pavimento, mettiamo in ordine la cucina, rifacciamo i letti.
Oggi però ci sembra una vera seccatura, perciò prima che io mi metta al pianoforte, ci va di giocare un po’ insieme.
– Mammà!
– Vuoi fare il puzzle del pesciolino?
– Hm hm!
Si mette seduta, fa e disfa.
– Mammà!
– Dimmi.
Prende i cubi illustrati. Costruisce una torre e la butta giù.
– Mammà!
– Vuoi già fare un altro gioco …
Prende i mattoncini di legno e li dispone sul pavimento, come birilli.
– Pliabó?
– Dov’è la pallina?
Fa spallucce e allarga le manine.
Mentre lei traffica con qualcos’altro io trovo la pallina nella cesta dei giocattoli.
La tiro contro i mattoncini.
Lei mi guarda, senza interesse.
È rimasta in piedi.
Prendo la pallina e la rigiro tra i palmi delle mani intonando una melodia lenta, dal sapore antico.
Poi intono una nota lunga e faccio rotolare la pallina verso i suoi piedi.
Lei la raccoglie. Questo gioco adesso le piace e fa rotolare la pallina verso di me, o quasi.
– Uuuuuuuhhhhhhh!
Io canto con la pallina tra le mani e lei muove le sue, piccine, davanti a se, come se avesse anche lei una pallina tutta sua.
– Uuuuuuuhhhhhhh!
Ancora e di nuovo, io seduta e lei gira per la stanza.
Silenzio.
– Mammà!
Sta indicando i colori sulla mensola.
– Vuoi disegnare?
– Hm hm!
Le do i colori, preparo un foglio e si mette all’opera.
Il foglio era già scarabbocchiato a matita. G. I. è molto riflessiva. Scarabbocchia un po’ con il rosso e con il verde e il giallo.
Poi prende il nero.
Sceglie l’ angolo in basso a sinistra del suo formato A4, punta il colore e tira una lunga linea che attraversa il foglio.
Un’ altra e ancora.
Ci pensa su. E ricomincia … a scrivere quello che le è rimasto in testa.
– Uuuuuuuhhhhhhh!!!

Piccoli Musicanti III

Ci sono F. (quasi 24 mesi) e la sua mamma. Gli altri bimbi non ci sono ancora.
Oggi fa un gran freddo.
F. corre ridendo per tutta la stanza della musica.
La mamma attende un po’, poi si siede sul pavimento.
Io comincio a cantare e lui si abbraccia alla sua mamma.
Fuori è già buio. Gli altri bimbi non verranno. È l’ inverno.
Tiro fuori i foulard colorati.
F. ne prende alcuni e gioca a nascondere il volto della mamma.
Lei si lascia andare completamente al suo entusiasmo. Si baciano, si chiamano, si sorridono.
F. guarda il foulard, si mette seduto, li raccoglie intorno a se e li percuote con le mani.
Intono un chant per accompagnare il suo gesto.
– Pa pa pa!
Li teniamo tra le mani, li strofiniamo, li lanciamo.
– Frrrrr … Pa!
Ci sdraiamo.
Poi F. fa un’espressione gioiosa e stupita. Indica la sua scoperta!
– Oh! Oh!
Guardo sotto il mobile dell’ impianto stereo.
Una delle mie palline morbide, che deve essere rotolata lì durante l’ ultima lezione.
– Oh! Ooooohhhh!
La prendo e la porgo a F., che la stringe tra le mani sorridendo.
Rivolge lo sguardo alla sua mamma e si scambiano un’espressione complice.
Quando giochiamo con le palline, F. di solito ne raccoglie il maggior numero e le mette sotto le gambe della mamma, seduta come una chioccia.
Adesso c’è una sola pallina.
La da alla mamma e io la invito a farla rotolare durante le note lunghe di una melodia.
F. guarda la pallina rotolare, la prende, la stringe, la lancia contro il muro, sul pavimento.
E ride.
Ma non imita la sua mamma.
Canto frammenti.
All’improvviso si avvicina a noi e osserva i foulard. Si mette in ginocchio.
Ha un’idea.
Poggia la pallina e la copre con i foulard.
Poi finge di cercarla e quando la scopre fa un’espressione sorpresa, allarga le braccia ed intona un suono lungo.
Adesso il gioco è questo: mentre canto una melodia ondeggiante e dolce nascondiamo la pallina sotto i foulard.
Sull’ultimo inciso, carico di sospensione la cerchiamo, e sulla tonica la scopriamo.
Ripetiamo questo gioco molte volte.
F. si diverte ed è contento che abbiamo capito. Così lascia a noi il compito di nascondere la pallina. Lui, mentre io e la sua mamma cantiamo, si dondola seguendo il ritmo e l’ andamento della melodia.
Il tempo sembra rimanere sospeso intorno a questo momento.
F. sospira. È soddisfatto.
Prende la pallina ancora una volta. E la lascia andare. È stanco.
Cantiamo il saluto.