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Tutti a bordo!!! (come una volta…)

Alla fine è arrivato l’ autunno.
Mi piace l’ aria della sera, più buia e profumata della zuppa che bolle in cucina.
G. I. (2anni e un po’) riceve una visita del nonno. Li sento confabulare.
– Nhonnhohhh…
– Eh…?
– T(r)ehninohhh!!!
Trrrrr.
Toc toc.
Bom.
Trrrrr.
Spostano, costruiscono.
Sento i passetti di G.I., operosi.
Sbircio.
Sono tutti pronti: i coniglietti, la bambolina, der Bärli, der Tintenfisch, Qua Qua, e Poldo.
– Tutti a bordo! Mamma, mieni-ancche-ttú! Io guittooo!!!
Il nonno saluta dalla stazione.
– Ciao nonnooo!
– Ciao Greta!
Chsch – Chsch – Chsch
Uuuhhh!!!
Chsch – Chsch – Csch
Uuuhhh!!!
– Andiamo veloce! Veloce!
ChschChschChschChschChsch
Uuuhhh!!!
ChschChschChschChschChsch
Uuuhhh!!!

Suoni in cortile.

Sto preparando la cena. È un bel momento del tardo pomeriggio, mite, luminoso.
La vocina chiara, amorosa, un po’ ammiccante.
– Nonnooo!!! Io! Io!
La voce scura, lenta.
– Prendi la spugna.
La vocina pronta.
– Sí! Capito!
TlopTlopTlop.
Passetti laboriosi.
La voce, con sospetto, quasi tuona.
– Che devi fare ora?
PfffPfffPfff.
La vocina, dubbiosa.
– No …
Passetti laboriosi.
La voce spiega, grande, distesa.
– Greta? Sposta la spugna più avanti.
La vocina brilla.
– Ah! Capito!
Mormorio.
PfffPfffPfff.
– Ecco! Fatto!
La vocina, soddisfatta.
SchSchSchSch.
La spugna.
– Aaahhh!
StrofinaStrofina.
SchSchSch.
Mormorio. Passi grandi e piccoli.
TlopTlopTlop.
PfffPfffPfff. PfffPfffPfffffff!!!
La vocina ride, dispettosa.
– Nonnooo! Spruzzo!!!
– Ah!
La voce, sorpresa.
La vocina ride. Ride. È come se tutto il tempo del mondo fosse niente, e il ridere tutto, per sempre.

Don Din Don!

Caldo. Umido.
In città il tempo è lento, insopportabile.
Allora si va a fare una passeggiata in un paesino etneo.
E bisogna coprire le spalle, altrimenti anche il gelato fa venire un brivido.
– Mamma! Brrruuuuuuu!
C’è G. I., la mamma, il papà, il nonno e la nonna.
G. I. (quasi 2 anni) ha visto la fontana con i zampilli colorati.
– Mamma! Blau!
Intorno, le voci degli altri bimbi, i rintocchi del campanile, uno spettacolo all’aperto, le nostre chiacchiere.
Nel vento leggero, mi sento viva e bella. Lo prendo per mano, mio marito, e ci diamo un bacio, affettuoso, fugace.
Al parco giochi c’è il dondolo.
– Alto alto! Tola tola!
G. I. non andrebbe mai via.
Noi grandi però siamo un po’ stanchi, anche se lei ha quasi le lacrime.
E il nonno, in macchina, comincia a cantare.
– La campana fa don din don…
– Don din dan!
– Ed il gallo…chicchirichí!
– Chicchirichí!!! … Mamma!
– Qual è il titolo della canzone, nonno!?
– Eh…non so…me la cantava la mia mamma! È passato tanto tempo…la canto con Greta adesso. La campana fa…
– Din dan don!
– Ed il gallo…
– Chicchirichí!
È una sera come tante e si torna a casa con un pizzico di leggerezza.

Aurelio Fierro, Amor di pastorello