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Mamma! Blau! – Pennellate VIII

Kind of Blue

G. I., 16,5×24 acrilico su carta, pennello, dita e cucchiaio


Foto di Valerie Condorelli

Pennellate VII

– Mamma! Cololi… Biiitte.
– Willst Du die Farben benutzen?
– Sì.
– Ok…
– P(r)endo io. P(r)endo io.
Apre il mobile grande e prende la scatola degli acrilici. Io intanto preparo un po’ d’acqua in un vasetto e prendo i pennelli. Lei sta trafficando minuscola davanti al mobile: oltre il divano vedo un album che si agita e due manine che lo rimettono a posto.
– Was machst du, Greta Ilda?
Mi avvicino.
– Blatt!
Prende il foglio e lo porta sul tavolo.
Si muove come un furetto.
– Mamma, scotsch io metto.
Stacco un pezzettino di nastro adesivo e lei lo stende su un angolino del foglio. Poi un altro.
– Sooodlá!
Ci pensa.
– Mamma, Weiss!
Prendo il piattino e preparo i colori.
– Mamna, Weiss! G(r)ün! Blau! (R)ooot! Sch(w)a(r)zzz! Gelb!
Tutti i colori.
– Pinsel … Mamma, Klein.
Prende il pennello più piccolo, intinge, si ferma.
– Mamma, mu(s)ica!
Non le farò ascoltare Debussy. L’ altra sera l’ha resa molto nervosa. Ma sono indecisa.
– Was möchtest du hören?
– Ooohhh, oh oh oh oh, ObáObáObá!
Mas que nada?
– Sí!


Foto di Valerie Condorelli

Nino Rota, Preludio n. 1

– Sai Greta Ilda, vorrei suonare un po’… Ti va?
Mi guarda, la testolina attenta.
– Si!
– Ah…
Gira per la stanza, cercando.
– Mamma! Foglio.
– Vuoi disegnare mentre suono?
– Foglio.
– Ok.
– Mamma! Penna.
– Certo.
– Mamma! Qua!
– Un attimo! Vuoi sederti allo scrittoio?
– Si!
A volte penso che sia già grande.
Si siede e si concentra.
Mi siedo al pianoforte, e semplicemente leggo della musica che non ho mai suonato.
Nota per nota, lentamente.
Sento la penna di G. I. (tre mesi ai suoi due anni) che scorre sul foglio.
E la musica nella mia testa si forma: il tempo, le sfumature, l’ agilità.
Nota per nota, come perle che scivolano via da un filo.
– Mamma? Ecco.
Scende dalla sedia, si avvicina allo sgabello, preme qualche tasto, per scherzo.
– Vieni!
– Vorrei suonare ancora un po’…
– No … Vieni.
E mi mostra il suo disegno.
– Finito.
Le faccio un carezza e un complimento.
È ora di andare. Anche questo giorno ha tutta la luce del mondo.

Pliabó!

Dopo colazione, G. I. (19 mesi da un po’) ed io riassettiamo qui e là.
Stendiamo i panni, spazziamo il pavimento, mettiamo in ordine la cucina, rifacciamo i letti.
Oggi però ci sembra una vera seccatura, perciò prima che io mi metta al pianoforte, ci va di giocare un po’ insieme.
– Mammà!
– Vuoi fare il puzzle del pesciolino?
– Hm hm!
Si mette seduta, fa e disfa.
– Mammà!
– Dimmi.
Prende i cubi illustrati. Costruisce una torre e la butta giù.
– Mammà!
– Vuoi già fare un altro gioco …
Prende i mattoncini di legno e li dispone sul pavimento, come birilli.
– Pliabó?
– Dov’è la pallina?
Fa spallucce e allarga le manine.
Mentre lei traffica con qualcos’altro io trovo la pallina nella cesta dei giocattoli.
La tiro contro i mattoncini.
Lei mi guarda, senza interesse.
È rimasta in piedi.
Prendo la pallina e la rigiro tra i palmi delle mani intonando una melodia lenta, dal sapore antico.
Poi intono una nota lunga e faccio rotolare la pallina verso i suoi piedi.
Lei la raccoglie. Questo gioco adesso le piace e fa rotolare la pallina verso di me, o quasi.
– Uuuuuuuhhhhhhh!
Io canto con la pallina tra le mani e lei muove le sue, piccine, davanti a se, come se avesse anche lei una pallina tutta sua.
– Uuuuuuuhhhhhhh!
Ancora e di nuovo, io seduta e lei gira per la stanza.
Silenzio.
– Mammà!
Sta indicando i colori sulla mensola.
– Vuoi disegnare?
– Hm hm!
Le do i colori, preparo un foglio e si mette all’opera.
Il foglio era già scarabbocchiato a matita. G. I. è molto riflessiva. Scarabbocchia un po’ con il rosso e con il verde e il giallo.
Poi prende il nero.
Sceglie l’ angolo in basso a sinistra del suo formato A4, punta il colore e tira una lunga linea che attraversa il foglio.
Un’ altra e ancora.
Ci pensa su. E ricomincia … a scrivere quello che le è rimasto in testa.
– Uuuuuuuhhhhhhh!!!